Il Pd deve sbrigarsi ad acchiappare i voti
I democratici tengono ma il vento è mutevole. I dirigenti contenti del lavoro sul territorio che ha permesso a tanti candidati di fare un ottimo risultato, tuttavia c'è chi avverte: dobbiamo cambiare
E’ una giornata particolare, per il partito democratico della provincia di Varese. La franata della Lega ha aperto un’autostrada politica. Il Pd e le coalizioni progressiste sono ora in corsa per occupare una vasta fascia prealpina con propri sindaci. Il centrosinistra amministra già a Gallarate con Guenzani, a Saronno con Porro, a Malnate con Astuti. Vergiate, Albizzate, Besnate esprimono da tempo un sindaco di centrosinistra. A Cardano al campo il Pd sarà ancora a capo del comune con Laura Prati, e potrebbe vincere a Cassano Magnago con Zaffaroni e a Tradate con Cavalotti. Ma il successo appare volatile: frutto di una tenuta del Pd sul territorio, ma senza una vera espansione. Può bastare?
Il segretario provinciale Fabrizio Tariccco parte proprio dalla presenza sul territorio come chiave della tenuta del partito ed è soddisfatto del risultato dei sindaci progressisti: «Abbiamo presentato dei buoni candidati – afferma – che hanno lavorato sul territorio, con persone di qualità e con il programma giusto. Lega e Pdl hanno scontato una difficoltà, ma noi eravamo pronti».
Dentro il Pd c’è dibattito sul senso di questo risultati. Si gioisce per il tracollo leghista, ma non solo. Bisogna dare un senso più ampio al lavoro fatto.
L’onorevole Daniele Marantelli sottolinea un punto: è una vittoria della linea nazionale del partito. “I risultati della provincia di Varese – afferma – sono in linea con le speranze che avevamo. Avevamo solo due candidati del partito a livelli apicali, Mauro Zaffaroni a Cassano Magnago e Laura Prati a Cardano al campo , e sono stati due successi molto limpidi. La nostra presenza in liste civiche, come a Besozzo, è stata premiata. Il voto di partito è andato bene. Ma già nel 2011 avevamo avuto buoni risultati. C’è una tendenza in atto da tempo, e va capita anche in una logica europea. C’è un vento che sta cambiando e che noi vogliamo intercettare. Esce rafforzato il progetto di dare il voto, a una alleanza in Italia tra progressisti e moderati».
Il Pd ha resistito, è strutturato, e ha vinto in molti comuni. Il consigliere regionale Fabio Pizzul sintetizza tutto però le incognite con una frase su twitter: «Ottimo risultato dei candidati di centro sinistra in Lombardia. Politicamente, però, mi pare chiaro che abbia vinto chi ha perso di meno».
Tenere le posizioni è una necessità ma domani? Se Marantelli sottolinea l’importanza di aprirsi ai moderati per diventare maggioranza, l’ex consigliere regionale Giuseppe Adamoli punta invece su un più deciso cambiamento interno per espandere il progetto originario del partito: «Il Pd tiene bene a Varese e in Lombardia, si candida a essere il fulcro dell’alternativa ma ha una strada irta di difficoltà. Il progetto iniziale si dimostra valido, ma appare ancora troppo la sommatoria dei partiti pre-esistenti. Il progetto avrà successo – aggiunge – quando la sua espansione andrà oltre questo confine sapendo essere l’anello di congiunzione e di attrazione di movimenti civici, di gruppi spontanei, di volontà partecipative diffuse».
Il consigliere regionale Alessandro Alfieri vede nel Pd il fulcro di una nuova alleanza civica. «Il nostro risultato è positivo, perché nella frammentazione, e nel proliferare di esperienze civiche di Grillo e altri, il Pd ha tenuto, in alcune zone addirittura avanza e si mette a disposizione di progetti radicati sul territorio, grazie ad alleanze con forze civiche. A Monza o Cassano Magnano abbiamo messo in campo persone solide, che hanno aggregato alleanze più vaste e civiche. Sono i risultati di un lavoro passato, con risultati concreti. Il successo di Grillo, però, ci riguarda tutti. Non è solo antipolitica, c’è anche una richiesta di un modo diverso di fare politica. Tagliare il finanziamento ai partiti, rifare la legge elettorale, fare le riforme per la trasparenza. Su questo dovremo impegnarci davvero e da subito».
Il senatore Paolo Rossi è il più radicale, sottolinea i buoni risultati ma crede che il Pd debba cambiare: «Il Pdl crolla ovunque, come la Lega, soprattutto dalle nostre parti dove il Pd ha invece ottenuto risultati lusinghieri. Ballottaggio a Cassano Magnago e Tradate, vittorie a Cardano al Campo, Besozzo e Sumirago. Un voto che deve responsabilizzarci. E’ necessario rimboccarci le maniche e pensare ad una nostra politica aperta, nuova, lontana dai vecchi riti e dalle logiche del passato. Se non si cambierà con coraggio, la lezione tanto dura oggi per qualcuno, sarà inevitabilmente riservata dopodomani anche a noi».
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