Busto Arsizio
Processo “re di Portogallo”, tra prestanome, banche ed ex indagati
Prosegue l'audizione dei testi
Prosegue l'audizione dei testi
Al processo “re di Portogallo” testimonia un altro degli imprenditori che, cercando un appoggio per uscire dalle secche o stringere contatti per affari importanti, sarebbero invece stati raggirati dagli imputati
Fra le persone sentite in aula anche un responsabile di un’agenzia di comunicazione che aveva curato anche la produzione di passaporti e carte d’identità in bianco per la “real casa” di Vicenza
Sentito G.T., editore novarese, “tiratosi fuori” appena in tempo per limitare i danni. Per la difesa del “principe di Braganza” Poidimani non sarebbero valide alcune testimonianze, fra cui quella del teste chiave Chiarelli
Alessandro D., una delle vittime dei raggiri addebitati agli imputati, sentito oggi, ha avuto un mancamento ma ha poi potuto riprendere. La difesa di “dom” Rosario Poidimani annuncia di aver presentato una querela contro il testimone chiave Emiliano Chiarelli
Testimonia un imprenditore edile: “Mi avevano prospettato grossi affari, mi sono ritrovato sul lastrico”. Svuotato il conto da lui aperto presso una banca di Gallarate diretta da una persona coinvolta nella vicenda. Le difese al contrattacco: “incongruenze” fra le dichiarazioni rese alla GdF e quelle in aula
Assenti gli imputati, si torna in aula il 16 aprile

Il presidente della provincia risponde alla madre che con la figlia disabile in carrozzina non ha potuto accedere all’area giochi appena rinnovata
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