La “Social card” sarà un bancomat. Per proteggere la privacy
I poveri che beneficeranno del fondo comunale avranno una normale tessera bancaria, il comune la ricaricherà ogni mese: sarà utiilizzabile in tutti i supermercati e non riconoscibile
Non sarà possibile riconoscere i poveri di Varese, perché la social card che il comune donerà loro per acquistare generi alimentari, sarà un normale bancomat. E’ l’ipotesi allo studio nell’assessorato ai Servizi sociali, che in una serie di riunioni, ha immaginato un sistema per proteggere la privacy di chi non ce la fa a tirare a fine mese. L’idea è semplice, e in qualche modo prende spunto da problemi sorti nella distribuzione della social card del governo; dove i beneficiari, tra viaggi alle poste, e dinieghi alle casse dei supermercati in caso di guasto, non sono riusciti, spesso, a difendere la loro condizione di indigenti, dagli sguardi delle altre persone. «La carità è anche dignità» dice adesso Gregorio Navarro, l’assessore Udc che ha cercato di fare qualcosa per difendere il diritto a non essere bollati come indigenti.
Il comune ha chiesto la disponibilità alla Fondazione Ubi Banca, da cui provengono i 100mila euro, donati per l’iniziativa a favore dei poveri. Verranno stampate 250 tessere bancomat: saranno appoggiate su un unico conto in una banca da individuare, che avrà come referente l’assessorato ai servizi sociali. Il 15 di ogni mese, indicativamente, l’assessore Navarro ricaricherà le 250 tessere con 40 euro ciascuna, per un anno intero.
I possessori del bancomat “social card” potranno andare al supermercato e fare la spesa pagando tranquillamente, salvo ovviamente non sforare i tetti previsti. Che non sono astronomici, va detto, ma che sono un piccolo aiuto per una serie di famiglie, già seguite dai servizi sociali, e che rappresentano, in sostanza, la punta estrema del bisogno sociale della città di Varese.
I 100mila euro della social card municipale sono stati recepiti nell’ultimo bilancio e sono arrivati grazie a una donazione della Ubi, formalizzate da un emendamento che ha come primo firmatario il sindaco Attilio Fontana, votato anche dalle opposizioni di centrosinistra.
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