Via le fasce di reddito all’asilo: “Decisione forse provvisoria”

Alcuni genitori dell’asilo di Abbiate Guzzone non sono d’accordo con la decisione presa dal consiglio di amministrazione: “Necessaria un’unica tassa di reddito, ma abbiamo sempre aiutato chi ne aveva bisogno”

Spariscono le fasce di reddito e scoppia la polemica intorno all’asilo di Abbiate Guazzone. Un gruppo di genitori dei bambini che frequentano l’asilo si sono ritrovati nei giorni scorsi dopo aver appreso che nel nuovo regolamento dell’asilo non vi sono più le fasce di reddito per stabilire la retta da pagare. L’asilo non è comunale, è gestito da una fondazione e da sempre ha una forte impronta educativa di tipo cattolico. Per l’asilo vi è anche un contributo del Comune che ogni mese, per ogni bambino tradatese iscritto, contribuisce con 90 euro. Normalmente le retta mensile a carico dei genitori è di 100 euro: fino allo scorso anno era previsto nel regolamento che chi aveva un reddito procapite famigliare inferiore ai 6mila euro potesse arrivare a pagare una retta di 40 euro.
Fino a quest’anno. Infatti, il consiglio di amministrazione dell’asilo, di cui è presidente Paolo Di Benedetto, componente del consiglio espressione del Comune, ha deciso di eliminare queste fasce di reddito creando un’unica retta. Secondo alcuni genitori la decisione sarebbe discriminatoria e non sarebbe in linea con l’educazione cattolica propria dell’asilo.
 
«Noi abbiamo proposto di fare un’unica tassa di reddito – spiega Di Benedetto -. I genitori so che si sono incontrati nei giorni scorsi e dovranno farci avere alcune indicazioni. Abbiamo preso questa decisione perché le fasce di reddito sono molto vecchie e poi c’erano davvero poche persone che ricadevano in questa fascia. Inoltre, vorrei sottolineare che in passato abbiamo sempre aiutato le famiglie che ne avevano bisogno, senza pubblicizzare la cosa. E lo stesso faremo in futuro, soltanto con una modalità diversa. Bisogna anche considerare che l’anno prossimo aumenteranno le spese anche a causa dell’arrivo di due insegnanti di sostegno e dovremo prendere 8-10 bambini in meno».
Di Benedetto spiega inoltre che «si deve tenere conto che il cda può variare il regolamento in qualsiasi momento, viene rivisto ogni anno. Faremo un anno di prova, poi possiamo sempre ripristinare la cosa, vediamo cosa succede».
 
Di Benedetto rifiuta qualsiasi accusa di tipo “morale”: «Quello che mi dà più fastidio è che i genitori non siano venuti a parlare con noi. Sono più di dieci anni che sono in questo asilo, prima come genitore, poi rappresentante genitori nel cda, ora come presidente. Sinceramente venire attaccato in questo modo mi dà molto fastidio. Non vengo pagato, e lo faccio solo per una questione affettiva. Perchè questi genitori non hanno pubblicizzato l’impianto fotovoltaico? Perchè non dicono che nel nostro asilo si mangia bene? Sono molto deluso da questa cosa. Se non vado più bene me lo dicano, posso dare le dimissioni e qualcun altro venga al mio posto. Posso anche mettermi da parte. Non ho interesse particolare se non il bene dei bambini».

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Pubblicato il 25 Marzo 2010
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