Tante croci di varesini sulle montagne
Distrazioni e malori le principali cause di morte sui monti. Diverse le tragedie in provincia e non
L’ultima tragedia in ordine di tempo è quella registrata solo qualche ora fa, dove è rimasto coinvolto un imprenditore Mauro Vanzini, di Carnago. Ma tanti nomi, resi tristemente famosi dalla cronaca locale, sono scolpiti nel ricordo di amici e parenti per le trante morti da imputare ad un comun denominatore: la montagna.
Giovani e meno giovani, sportivi e non, neofiti o esperti: distrazioni e perdite d’equilibrio in montagna non fanno sconti.
Come nel caso di due nomi che ancora oggi si ricordano per il dolore provocato dalle loro scomparse: vengono in mente Michela Badalin e Fabio Della Bordella. La prima, giovane attiva nel sociale e nella amministrazione del paese di Cittiglio, morì dopo un incidente in Piemonte; l’altro stimato e conosciuto professore caduto sulle cime del Lecchese.
A memoria d’uomo nelle pieghe della cronaca sono tanti gli avvenimenti luttuosi da ricordare avvenuti in montagna. Nel 2002 l’alpinista saronnese Alberto Caronno, di 43 anni morì lungo un ghiacciaio della Valfurva; due anni dopo toccò a Giorgio Guarda, sportivo trentaduenne che trovò la morte lungo una parete del Campo dei fiori. Nessuno sconto all’età, e all’esperienza, come si diceva: l’elenco – che non vuole essere esaustivo – lo chiudiamo difatti con un veterano della scalata. Il 31 dicembre del 2006 infatti morì su di una montagna a lui nota il settantenne Disma Salvioni, caduto al “Cepp de Paree”, a Vararo, in Valcuvia, sopra Cittiglio: era iscritto al Cai da 50 anni.
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