Aspem Reti, conti sempre più in rosso
Le perdite dello scorso anno saranno confermate anche nel bilancio in corso. L'assessore De Wolf e il presidente Calemme in commissione
Un buco nero nei conti di Aspem Reti, la società comunale che, nel 2009, è andata in perdita secca e che, nel 2010, è destinata a fare la stessa fine. Lo ha rivelato ieri sera l’assessore Giorgio De Wolf, durante la commissione affari generali spiegando che, ogni tre mesi, arriva in comune un report sui conti che suona più o meno così: il trend negativo è oramai confermato anche per l’anno in corso.
Il rischio è che le spese dovranno poi sorbirsele i cittadini, perchè la società ha come socio unico il comune, e tocca a Palazzo Estense ripianare (se fosse una società privata sarebbe avviata verso il fallimento). La commissione affari generali ha affrontato il problema con un’audizione, molto attesa, del presidente Ciro Calemme (foto), che dovrà spiegare come mai Aspem Reti è così in rosso. Ma il punto è che la società è un malato cronico ed inguaribile se rimane così com’è stata pensata fino a questo momento. La funzione che svolge è quella di prestare le sue reti, a canone, alla Aspem spa. Ma l’affitto che incamera non consente di coprire i costi. E’, cioè, un gatto si morde la coda. Aspem Reti ha un compito che non le dà i mezzi per vivere da sola, ed è strutturalmente in perdita. E’ stato lo stesso Ciro Calemme a spiegarlo, ma la considerazione pare condivisa anche dalla giunta (lo ha sottolineato anche il vicesindaco De Wolf). D’altronde è quanto emerge dai conti, che Calemme ha illustrato rispondendo a tutte le domande, introdotte dal vicepresidente della commissione affari generali (con funzioni di presidente in questo caso) Emiliano Cacioppo.
Ma come si è arrivati a questa situazione? Aspem, nel 2002, fu separata da Aspem Reti per ottemperare alla legislazione nazionale sui pubblici servizi, che prevedeva (come oggi) che in capo alle pubbliche amministrazioni chi è proprietario di una rete non può essere, contemporaneamente, gestore del servizio. Aspem Reti nacque come una scatola vuota, ma con un gioiello in pancia, Varese Risorse, la caldaia del teleriscaldamento. Nel 2008, Varese Risorse fu incorporata in Aspem spa per offirla ai milanesi nella fusione con A2a. In questo modo divenne una macchina debole, ma nessuno dimentica che dietro a quella decisione ci fu una vera e propria guerra; una parte del Pdl attaccò il sindaco leghista Fontana e in sostanza gli rimproverò di averla resa una società “sfigata” solo perchè negli accordi politici era destinata ai forzisti e non alla Lega.
Nella prossima seduta della commissione i consiglieri si aspettano la risposta a due domande; primo: che cosa intenda fare la giunta per rendere la società meno “sfigata”? Secondo: perchè la gestione della piscina della Schiranna ha aggravato il deficit?
Va infine rilevato che, Ciro Calemme, durante l’audizione, ha spiegato come Aspem Reti incamerò 2 milioni di euro dai dividendi di Varese Risorse seguiti alla fusione con A2a, ma il comune li abbia chiesti indietro (1 milione e 300mila furono utilizzati per pagare l’advisor Meliorbanca e gli avvocati). Alcuni consiglieri criticano la scelta che però era nelle facoltà del comune e fu autorizzata dagli organi di controllo.
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