Il Panathlon premia la famiglia Ossola
Il convegno di sabato 20 novembre a Villa Recalcati (dalle ore 9) sarà concluso con la consegna del "Premio Fair Play" alla grande dinastia dello sport varesino
È la famiglia simbolo dello sport varesino, per numero di successi ottenuti ma anche per l’esempio che i suoi membri hanno saputo dare sui campi di calcio e basket di tutto il mondo. Stiamo parlando degli Ossola, una dinastia che ha portato i tre fratelli Franco (foto a lato), Luigi e Aldo a raggiungere vette eccezionali e che sabato mattina (20 novembre) sarà premiata dal Panathlon Varese in un incontro in programma a Villa Recalcati.
Agli Ossola sarà infatti assegnato il "Premio Fair Play", corollario del convegno organizzato dallo stesso Panathlon e dal Centro Sportivo Italiano in occasione della giornata internazionale del fair play.
L’incontro, aperto soprattutto agli studenti, prenderà il via alle 9 e si articolerà su una serie di interventi coordinati dal giornalista di Sky Biagio Maglienti. Dopo il saluto del presidente del Panathlon Gilberto Macchi spazio ai relatori Francesco Casolo, Claudio Lesica e Claudio Merletti.
Al termine saranno consegnati i premi "Studio e sport" e "Promozione scolastica" che precederanno la cerimonia del "Premio Fair Play" condotta da Vito Romaniello.
CHI SONO – Difficile riassumere in poche righe la storia sportiva degli Ossola. Il capostipite è Franco, il calciatore nato nel 1921, cresciuto nel Varese e poi passato al Grande Torino di cui fu uno dei punti di forza fino al maledetto schianto di Superga nel 1949. A lui, che venne anche chiamato in nazionale, è intitolato lo stadio di Masnago.
Luigi, per tutti "Cicci", è invece nato nel ’38 e ha saputo brillare sia nel basket (sponda Robur) che nel calcio. Alla fine è emerso con il pallone tra i piedi, giocando prima nel Varese e poi spiccando il volo verso Roma e la Roma nella quale ha disputato diverse stagioni in Serie A.
Aldo è il più giovane, classe ’45, ma anche quello che ha vinto di più dirigendo dalla cabina di regia la Grande Ignis dei canestri. Playmaker perfetto nell’orchestrare il gioco e nell’innescare i (fenomenali) compagni di squadra si è guadagnato sul campo il soprannome di "Von Karajan" che da solo dice tutto.
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