Artigiani: “La tecnologia migliora il rapporto cliente-fornitore”
L’industria digitale, in Europa, vuol dire 12 milioni di posti di lavoro. Confartigianato organizza, per il 25 giugno alle Ville Ponti, un convegno dedicato all'era digitale
«Le tecnologie digitali (computer, telefonia mobile, televisione digitale, ecc.) sono fondamentali per promuovere la ripresa economica in Europa e garantire che l’economia del dopo recessione sia più forte di prima». La “spallata” che l’Unione Europea ha deciso di dare a ricerca e innovazione assume un significato fondamentale. Perché l’industria digitale, in Europa, significa 12 milioni di posti di lavoro. Mauro Colombo (foto), direttore generale di Confartigianato Imprese Varese, analizza il momento di transizione che il mondo delle imprese artigiane sta attraversando.Confartigianato organizza, per il 25 giugno a Ville Ponti, un convegno dedicato alle tecnologie digitali: più che mai in linea con il futuro?
«Un “collegamento” con i giorni che stiamo vivendo. Non è vero, infatti, che lo Smartphone e il tablet siano strumenti avveniristici: alcuni se li possono permettere, altri no. Ma una volta superato lo scoglio economico, la loro funzionalità sarà a disposizione di tutti. E in anni nei quali si sta parlando di semplificazione, taglio della burocrazia, riduzione dei tempi di attesa, il digitale non è certo un miraggio».
Il rapporto tra microimpresa e nuove tecnologie?
«Con il convegno di sabato – “Network, Social Forum, Web: nuove prospettive per l’impresa” – cerchiamo di esplorare le virtù (e i difetti) di quegli strumenti che possono avvantaggiare le aziende nella loro corsa verso la competitività: gestione attenta e veloce del quotidiano, conoscenza dei nuovi mercati, comunicazione efficace dei prodotti, applicativi per l’innovazione di prodotto e/o processo. Penso si debba trovare un “coordinamento”: tra risorse economiche e cognitive e tra vecchi e nuovi strumenti. Quanta tecnologia inutilizzata si trova nelle imprese? Siamo sicuri di sapere proprio tutto degli strumenti più elementari di comunicazione? Non sempre. Sarebbe sufficiente partire da un dato di fatto: rendersi conto che stiamo invecchiando. E con noi, le nostre imprese».
Quindi?
«Per aprire mercati sconosciuti e attrarre nuovi investitori potrebbe funzionare anche un Social forum. Ma è fondamentale conoscere il funzionamento della rete e della piazza virtuale: in questo ci aiuterà Marco Giovannelli, direttore di Varesenews. Al convegno di sabato 25 interverranno anche il professor Alfonso Fuggetta del Politecnico di Milano e Aurelio Ravarini della Liuc di Castellanza per parlarci di quanto possa essere comoda – o scomoda – la tecnologia. Un sito web aziendale, per esempio: ha dell’incredibile quanto possa trainare gli affari una semplice pagina on-line. Come usare il digitale, perché usarlo e quando usarlo al meglio: queste sono le domande che si pongono gli imprenditori e alle quali cercheremo di dare risposta».
Forma e sostanza sullo stesso piano?
«Per un imprenditore, anche se piccolo o micro, il connubio forma-sostanza equivale alle scelte di marketing in una grande industria. Si deve curare tutto il processo di qualità. E la qualità deve essere ben confezionata: da qui la presenza dell’esperto di web-marketing Gianluca Diegoli, in collegamento Skype con il Centro Congressi Ville Ponti. Consigli semplici, ma utili, alle imprese che si vogliono muovere con maggior sicurezza nella rete. Oggi l’innovazione è tutto, e chi non comunica secondo determinati criteri, rischia di scomparire o di restare schiacciato dai suoi concorrenti. A livello nazionale, infatti, la web-reputation delle aziende è importante per il 77% del campione per spingere gli utenti all’acquisto di beni e servizi».
Il digitale per raccontare la storia della propria impresa?
«Per mettersi in gioco ci si deve presentare e farsi conoscere: magari anche su YouTube. Il virtuale, nel mondo delle imprese, è scavalcato dal reale. Non si usano le tecnologie per proporre scenari immaginari, ma solo per rendere più agevole il rapporto tra cliente e fornitore. Per incuriosire, avvicinare e stringere un rapporto di fiducia. Una “stretta di mano” a distanza è pur sempre valida».
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