La protezione civile è forte, ma dipende dalla politica

Il territorio puo' contare su 106 organizzazioni (23 associazioni e 83 gruppi) per un totale di 2560 volontari. La nostra provincia è al secondo posto in Lombardia, subito dietro Brescia. I lettori lanciano l'idea di una sottoscrizione per ricomprare i mezzi bruciati. Siciliano: «Questa è una decisione che spetta all'assessore Clerici»

«Abbiamo dato fastidio a qualcuno. Ma noi siamo forti perché vent’anni di volontariato non si cancellano così». Gianluca Siciliano, responsabile della Protezione civile varesina, ha 39 anni di cui una buona metà trascorsi a fare il volontario. L’incendio doloso che ha distrutto alla Schiranna la sede e i mezzi dei volontari non ha scalfito un  primato che appartiene alla provincia di Varese. Infatti, secondo i dati pubblicati nell’ultimo numero (maggio-giugno) del bimestrale “Sicurezza news”, la Protezione civile nostrana puo’ contare su un totale di 106 organizzazioni (23 associazioni e 83 gruppi) per un totale di 2560 volontari. Un risultato che pone la nostra provincia al secondo posto in Lombardia, subito dietro Brescia. «In questi anni – continua Siciliano – abbiamo fatto passi da gigante, se penso che all’inizio ci trovavamo in un’aula di una scuola della frazione di Fogliaro e avevamo un automezzo che condividevamo con il verde pubblico».

Nello sviluppo della protezione civile ha giocato un ruolo fondamentale – con luci e ombre – la politica. Il periodo d’oro, cioè quello di crescita maggiore, è stato tra il 2004 e il 2006. In quel periodo l’impulso determinante è arrivato da alcuni giovani amministratori locali, come Christian Campiotti e Alessio Nicoletti, che ci hanno creduto e si sono spesi in prima persona. E finché c’è qualcuno che ci crede, le cose vanno bene. Ma dipendere dalle paturnie della politica non dà garanzie di continuità. Siciliano su questo punto non si vuole sbilanciare. In lui prevale la passione o una «sana follia», come l’ama definire, per un impegno che è quasipiù di un lavoro. «Dal punto di vista dei dati – conferma il volontario – , è vero, quello fu  un periodo favorevole, dove siamo cresciuti sotto ogni aspetto, nei numeri, nella qualità e nella formazione. C’era un meccanismo virtuoso che spingeva le persone ad avvicinarsi alla protezione civile. Oggi si fa molta più fatica».

Siciliano, dopo il rogo, ha ricevuto moltissima solidarietà da parte dei colleghi e anche dall’ufficio del dipartimento nazionale che «si è impegnato entro settembre a dare una mano».

I volontari della protezione civile stanno già pensando alla ricostruzione. E con loro anche molti cittadini che nei commenti all’articolo sull’incendio hanno lanciato l’idea di una sottoscrizione pubblica. «Su questa partita – conclude Siciliano – si deve pronunciare l’assessore Stefano Clerici. Noi abbiamo voglia di ricominciare. Ci rammarica, inoltre, la notizia appresa oggi della scomparsa di una donna nel lago di Varese. Fino a lunedì scorso eravamo in quelle acque con il nostro gommone a fare attività di prevenzione».

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Pubblicato il 10 Agosto 2011
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