Il ministro Cancellieri risponde in aula sul caso Uva
Nuova interrogazione, e le specifiche parole del governo sul tema
Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha risposto ieri in aula a una interrogazione sul caso di Giuseppe Uva. Ecco il testo completo.
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidenza del presidente GRASSO
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,01).
Si dia lettura del processo verbale.
VALENTINI, f.f. segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.
PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.
Comunicazioni della Presidenza
PRESIDENTE. L’elenco dei senatori in congedo e assenti per incarico ricevuto dal Senato, nonché ulteriori comunicazioni all’Assemblea saranno pubblicati nell’allegato B al Resoconto della seduta odierna.
Svolgimento di interpellanze e di interrogazioni
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca lo svolgimento di interpellanze e di interrogazioni.
Sarà svolta per prima l’interrogazione 3-00261 sulla morte del signor Giuseppe Uva.
Il Ministro della giustizia ha facoltà di rispondere a tale interrogazione.
CANCELLIERI, ministro della giustizia. Signor Presidente, la vicenda collegata alla morte di Giuseppe Uva è da molto tempo all’attenzione degli uffici del mio Ministero. Si tratta di una vicenda particolarmente dolorosa, tutt’ora con dei punti oscuri che devono essere chiariti e rispetto ai quali non si è ancora pervenuti a una risposta giudiziaria convincente. Come sapete, proprio per questa ragione, di recente ho ritenuto di ricevere personalmente i familiari del signor Uva per ribadire loro la mia personale vicinanza e il mio impegno nella ricerca della verità.
Sul piano istituzionale, vi informo che, sin dalle prime segnalazioni ricevute dagli uffici ministeriali, sono state tempestivamente intraprese tutte le iniziative conoscitive e ispettive volte ad accertare la sussistenza di profili di responsabilità disciplinare in capo ai magistrati che, a diverso titolo, si sono occupati della vicenda. I risultati sono stati negativi, e anche il procuratore generale presso la Corte di cassazione, titolare anche egli dell’azione disciplinare, ha escluso la sussistenza di comportamenti disciplinarmente rilevanti, con ciò procedendo all’archiviazione degli atti in data 9 maggio 2011 e 13 dicembre 2012.
Devo però subito aggiungere che successivamente, nell’ambito del procedimento penale della procura di Varese conseguente alla trasmissione degli atti al pubblico Ministero, disposta dal tribunale di Varese con sentenza del 23 aprile 2012, con la quale si indicava la necessità di approfondimenti investigativi su quanto era accaduto prima del ricovero in ospedale dell’Uva, il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza in camera di consiglio, a seguito dell’opposizione delle parti offese alla richiesta di archiviazione formalizzata dal pubblico ministero con riguardo alla posizione processuale di coloro che si trovavano nella caserma dei Carabinieri di Varese, ove il predetto Uva era stato condotto subito dopo il fermo di identificazione della polizia giudiziaria.
Il tema di indagine da approfondire (l’udienza sarà tenuta dal giudice il prossimo 8 ottobre) è quello dell’accertamento dei fatti accaduti prima dell’ingresso dell’Uva in ospedale, nonché della provenienza e della valenza causale dei traumi rilevati sul corpo del predetto che, secondo il giudice, avrebbero rappresentato una possibile concausa del decesso.
Si tratta di un fatto processuale di grande rilevanza – in particolare per le censure di merito che il giudice ha rassegnato in ordine all’attività investigativa – che richiede un esame approfondito da parte degli uffici competenti perché potenzialmente idoneo a far luce sulle effettive responsabilità nell’accertamento delle cause di una morte che è rimasta tutt’ora inspiegabile.
In riferimento ad eventuali profili di tipo disciplinare, come ho già avuto modo di rappresentare in occasione di altri atti di sindacato ispettivo sulla vicenda, confermo di aver dato incarico alle competenti articolazioni ministeriali, ed in particolare all’ispettorato generale, affinché acquisiscano tutti gli elementi conoscitivi necessari a far luce sull’intera vicenda. A questo posso solo aggiungere, data la delicatezza degli accertamenti, che il procuratore generale presso la corte di appello di Milano e il presidente del tribunale di Varese hanno già trasmesso all’ispettorato generale informazioni ed atti che saranno utili per lo svolgimento delle verifiche delegate. Altri atti dovranno ancora essere trasmessi dalla procura della Repubblica di Varese. In ogni caso, occorrerà naturalmente attendere l’esito dell’udienza camerale sopra indicata, anche al fine di verificarne l’incidenza su fatti e circostanze di possibile rilievo disciplinare.
Concludo, infine, rassicurando gli interroganti che gli accertamenti e gli esami si stanno svolgendo con il massimo impegno e con la dovuta celerità, in modo da consentirmi di assumere, nel più breve tempo possibile – compatibilmente con la loro complessità – le mie eventuali determinazioni sul piano disciplinare.
MANCONI (PD). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MANCONI (PD). Signor Presidente, gentile signora Ministro, mi dichiaro parzialmente soddisfatto e spiego immediatamente il senso di questa mia affermazione.
Io la ringrazio molto e sentitamente per la rapidità, la puntualità e la meticolosità della sua risposta. La ringrazio ancora molto e sentitamente per aver voluto ricevere i familiari di Giuseppe Uva, un atto di solidarietà umana e, allo stesso tempo, di sensibilità istituzionale, tanto più importante perché all’origine e nel cuore di questa vicenda (risalente nientemeno che a cinque anni fa) c’è la questione delicatissima e cruciale del rapporto tra cittadino e Stato e sullo sfondo c’è la questione di ciò che costituisce fondamento stesso dello Stato di diritto, ovvero il suo dovere di tutelare l’integrità e l’incolumità di quanti sono affidati alla sua custodia. Ciò non è avvenuto nel caso di Giuseppe Uva.
Nella sua risposta lei sottolinea, giustamente, l’importanza della prossima udienza dell’8 ottobre. Ci auguriamo che così sia, affinché finalmente si possa avviare un’indagine che porti ad accertare quanto avvenne in quel tempo e in quello spazio (le quasi tre ore trascorse da Giuseppe Uva nella caserma dei carabinieri di Varese), su cui non si è indagato per cinque lunghi anni nonostante tre giudici avessero chiesto esplicitamente questo alla procura di Varese.
Noi tutti ci auguriamo che, con l’udienza dell’8 ottobre, prima che la prescrizione giunga a cancellare questa atroce vicenda, la ricerca della verità e della giustizia possa essere avviata, ricordando che se questo percorso inizia solo ora e con tanto ritardo lo si deve – e questa responsabilità non può essere ignorata e va tutta accertata – anche alla ostinata, pervicace negligenza di un pubblico ministero che per cinque anni non ha fatto ciò che poteva e doveva. Ci auguriamo che questa situazione ora cambi totalmente e che per Giuseppe Uva e per quanti si siano trovati nella medesima condizione si arrivi finalmente alla verità e alla giustizia. (Applausi dai Gruppi PD e M5S e del senatore Buemi)
TAG ARTICOLO
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
mike su La neve in montagna continua a sciogliersi. Contro la siccità si aspetta la pioggia
Felice su La festa "techno" nei boschi di Lonate Ceppino causa proteste
Rolo su Pullman in sosta con i motori accesi, la segnalazione e la risposta di Autolinee Varesine
lenny54 su "C'è del dolo nelle modifiche al Superbonus"
Felice su Architetti, geometri, ingegneri e costruttori all'unisono: "Da Super Bonus a Super Malus"
Felice su Dentro la loggia del Battistero di San Giovanni a Varese restituita alla città








Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.