Intenzioni suicide sulla bacheca di Facebook, interviene la polizia
Gli agenti della questura Varesina sono incappati in due casi decisamente delicati che riguardano il rapporto con i nuovi social network
Nel pomeriggio del 1 settembre scorso e nella notte appena trascorsa, gli agenti della Polizia di Stato della questura di Varese sono incappati in due casi decisamente delicati che riguardano il rapporto con i nuovi social network. Si è trattato di due manifestazione di intenzioni suicide tramite il noto social network “Facebook”
Il primo episodio è stato segnalato agli operatori della Questura da parte di una utente residente in provincia di Varese che si è detta preoccupata per lo stato di salute di una sua conoscente “Facebook” domiciliata a Roma. Quest’ultima utilizzando uno pseudonimo, sofferente per disturbi psichiatrici, aveva postato messaggi dal palese significato suicida.
Gli accertamenti immediatamente scattati in collaborazione con la Polizia Postale di Roma hanno permesso di identificare la donna. Una pattuglia delle volanti di Roma si è portata presso il domicilio della stessa e tramite la madre sono riusciti a rintracciare la donna che ha confermato di aver avuto particolari pensieri in un momento di sconforto. Dei fatti è stata messa a conoscenza la psicologa che ha in cura la donna.
Il secondo episodio è stato trattato nel corso della nottata. Un uomo, non residente in provincia, ha riferito agli agenti di essere seriamente preoccupato per lo stato di salute di una persona di sesso maschile abitante in provincia di Varese con il quale asseriva di avere un rapporto di
amicizia da diverso tempo attraverso il social network Facebook.
Conoscendo lo stato di forte depressione sorto a seguito di una fallita relazione sentimentale, l’uomo che ha segnalato alle volanti l’accaduto, si è insospettito leggendo i recenti post dell’amico virtuale, che aveva minacciato on line di farla finita.
Gli agenti hanno tentato invano di contattarlo telefonicamente dopo di che hanno fatto scattare gli accertamenti tramite banche dati attraverso i quali si è riusciti ad individuarne il domicilio. Giunti sul posto nel bel mezzo della notte, hanno constatata la presenza dell’uomo in casa con i genitori ai quali hanno rappresentati quanto accaduto.
L’uomo, anch’esso in cura da tempo, ha ammesso di attraversare un brutto periodo per motivi sentimentali.
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