Piazza: “La B non è un sogno ma un obiettivo da raggiungere”
Intervista all'apertura del Rugby Varese che si prepara all'ultima di campionato a Rho. Con una vittoria arriva la promozione: «È alla nostra portata»
Non un sogno, ma un obiettivo che il Rugby Varese ha meritato di valere e che deve essere raggiunto nell’ultima partita, a Rho, domenica 17 maggio. È così che Stefano Piazza, apertura della squadra biancorossa, giudica la Serie B, categoria alla quale aspira la formazione diretta da Mario Galante e Michele Ferrara. Piazza (foto in alto di Marta Abbiati) a 29 anni è uno dei veterani del XV di Giubiano, è stato protagonista di tante annate al “Levi” e ha rischiato di smettere per un infortunio. Ma il suo cuore è ovale e domenica sarà di nuovo sul campo per l’ultimo sforzo.
Stefano, ripercorriamo l’andamento della partita giocata domenica contro il Grande Brianza allenato da Francesco Sanfilippo.
«Sicuramente la partita non si presentava come facile: all’andata avevamo vinto all’ultimo secondo. Inoltre il Varese e il Grande Brianza sono state le uniche squadre della poule ad aver battuto la Union. La pressione era alta perché ci siamo arrivati da capolista e dovevamo vincere per forza. Nei primi 15′ siamo stati un po’ contratti soprattutto in mediana e non siamo riusciti ad imprimere velocità al nostro gioco. Da quel momento in poi però abbiamo disputato un grandissimo primo tempo, con mete di altissimo livello dei trequarti, touche pulite e via dicendo: abbiamo fatto bene quello che ci eravamo prefissati».
Poi nel secondo tempo, avanti 30 a 5, avete provato a controllare?
«Secondo me questo non è uno sport nel quale si può decidere di controllare. Le consegne degli allenatori, per quanto riguarda i trequarti, erano quelle di calciare il meno possibile e dare tanta velocità al gioco. Questo si traduce in campo nel cercare sempre di attaccare la linea».
Le mete però sono arrivate nell’ultimo quarto d’ora.
«È vero, ma i nostri avversari si sono caricati durante l’intervallo e nonostante il passivo sono tornati in campo battendosi fino alla fine. Da questo punto di vista mi sono piaciuti molto, ma quando il Varese impone il suo ritmo non ce n’è per nessuno».
Dal punto di vista della disciplina come siete andati?
«Secondo me non male, anche se non è mai facile giocare contro squadre più fisiche di noi. Conosciamo l’arbitro e ha ben diretto la gara. Non abbiamo subito nemmeno un cartellino e nel complesso siamo andati bene anche da quel punto di vista».
Domenica 17 a Rho giocherete da capolista la gara decisiva mentre le vostre rivali disputano lo scontro diretto.
«Quest’anno abbiamo incontrato il Rho tre volte e lo abbiamo sempre battuto. La prima volta al “Levi” con un distacco di circa 40 punti in un match in cui si è vista la nostra superiorità. La Union non si darà per vinta sino alla fine anche se la loro trasferta sarà a Mantova: sono due squadre molto simili soprattutto dal punto di vista fisico. Noi però dobbiamo pensare alla nostra partita, vincere a Rho e prenderci ciò che ci spetta. Leggo in giro che si parla sogno, ma non è assolutamente così perché la serie B è un obiettivo alla nostra portata. Il Rugby Varese merita questa categoria, la sta inseguendo dalla retrocessione avvenuta nel 2011, deve arrivarci e restare».
Anche noi abbiamo parlato di sogno, ma i sogni si coltivano nella realtà.
«Certo, ma comunque un sogno è qualcosa di inarrivabile. La serie B invece è alla nostra portata: per questo dobbiamo prendercela».
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