Influenza in ritardo: il picco a febbraio
Ancora molto bassi i casi in provincia. Il medico "sentinella" Sessa chiarisce: « Con la riapertura delle scuole si assisterà a un progressivo aumento dei contagi»
Tosse, mal di gola, raffreddore. Parecchi varesini hanno già affrontato i “mal di stagione”. Si tratta, però, della frequenti forme “para influenze” cioè sindromi che con l’influenza hanno solo qualche affinità.
Il picco della malattia di stagione più temuta è ancora molto lontano: « I livelli di diffusione sono molto bassi – assicura il dottor Aurelio Sessa, medico sentinella in provincia – è chiaro che, con la ripresa delle scuole e i mutamenti climatici, ci aspettiamo un aumento progressivo dei contagi. Considerando la velocità di diffusione del virus, diciamo che dal momento in cui la circa epidemica comincia a salire, passerà un mese per raggiungere il picco. La percentuale oggi è dell’1,5 per mille cioè su un milione di abitanti , gli influenzati sono 1500».
A livello nazionale, l’osservatorio di Influnet parla di livelli ancora più bassi, con un’incidenza di 0,54 casi ogni mille assistiti.
Diversa è la diffusione delle forme para influenzali: « La percentuale di ammalati è di 4 per mille» chiarisce il medico.
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