Al Santuccio storie di briganti e questione meridionale
Sabato 12 marzo alle 19 e 30 Gaetano Allegra presenta il romanzo storico "Il demonio di Sant'Andrea"
La storia raccontata dai vincitori li ha bollati come briganti, nel migliore dei casi, come anarchici. Dietro queste etichette si nascondono però personalità più complesse spesso cresciute nella povertà, insofferenti alle ingiustizie e alle prevaricazioni che il potere costituito, oggi come allora, elargisce a piene mani. Povera gente travolta dagli avvenimenti e dalla storia, in un’Italia alle soglie dell’unità che non ha lasciato scampo a chi guardava nostalgicamente al passato borbonico ma anche a chi sognava un mondo nuovo.
Nel 1862 il francese Marc Monnier scrive il libro “Notizie storiche documentate sul brigantaggio nelle province napoletane dai tempi di Frà Diavolo sino ai giorni nostri”, testo ristampato nel 2001 da Capone Editore. La tesi dell’autore è che il brigantaggio nel sud Italia, a differenza della Vandea o delle rivolte carliste in Spagna, non è assimilabile a una guerra civile, bensì a un fenomeno endemico, tipico di quell’area geografica. Monnier dice di essere imparziale, ma quello che accade in Italia dopo la caduta di Gaeta è molto di più che una semplice questione di briganti e di razzie, di ladri e scorribande. Forse, come racconta Raffaele Nigro nello splendido romanzo “I fuochi del Basento” (Camunia), ciò che contraddistingue la Basilicata e il sud negli anni a ridosso dell’unità è il sogno di una repubblica contadina, il desiderio di libertà attraverso la conoscenza e la proprietà della terra. I briganti e le loro gesta sarebbero dunque il cascame storico di un sogno ben più alto.
“Il demonio di Sant’Andrea” (Edizioni D’Este), romanzo storico ambientato nel Vulture, cuore antico della Lucania, scritto da Gaetano Allegra, con la prefazione di Rita Borsellino e la postfazione di Eugenio Bennato, si inserisce in questo filone. Il protagonista del libro, Totore (diminutivo di Salvatore), figlio di Maria e del contadino Pasquale Iodice, è il simbolo del riscatto di una terra e di un popolo oppressi dai Borboni e ingannati dal miraggio di un’Italia unita sotto l’autorità dei piemontesi, incapaci anch’essi, come i regnanti del sud, di portare emancipazione e libertà.
Il libro sarà presentato sabato 12 marzo alle 19 e 30 al Teatro Santuccio di Varese. Interverranno l’autore Gaetano Allegra e il giornalista Michele Mancino, vicedirettore di Varesenews.
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