La piccola Puja continuerà a studiare: i ragazzi dell’Einaudi vincono ancora
Dall'esempio degli eroi passati, gli alunni di IIIG dell'Einaudi hanno imparato il valore dell'altruismo, dell'impegno per migliorare il futuro
Hanno girato i cimiteri del Varesotto, del Comasco e dell’Ossolano. Alla scoperta di cippi, lapidi, tombe e cappelle dei caduti delle due Guerre Mondiali.
Hanno catalogato i nomi e le età, ne hanno trascritto il ricordo perché nulla scompaia nell’oblio del tempo. Questa era la missione che ANMIG aveva dato con il concorso “Esploratori della memoria”. Già lo scorso anno, i ragazzi della IIG dell’Einaudi, sotto la guida della professoressa Carla Mimmo, avevano lavorato ottenendo il secondo posto al concorso provinciale. Quest’anno, gli studenti
ormai in terza ( aiutati dalla classe 1F) hanno accolto nuovamente la sfida alzando l’asticella: la competizione regionale.
Un lavoro appassionante ma anche certosino. La fatica è stata tanta: cercare i monumenti, fotografarli, tornare sul luogo perché la prof. Mimmo diceva che le foto non erano abbastanza, o erano sfocate, o mancava il profilo, o i nomi non si leggevano bene, cercare la storia di quelle pietre, di quegli uomini e di quelle donne.
Lo scorso 21 maggio, a Milano nella sede dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra alla “Casa del Mutilato” di Milano, gli studenti varesini sono di nuovi saliti sul palco dei vincitori: primo posto assoluto con un assegno di 600 euro.
Anche questa volta, i ragazzi destineranno la loro vicita alla bimba nepalese rimasta orfana in seguito al terribile terremoto del 25 aprile 2015. Un impegno assunto con la prima vincita e proseguita con l’assegno ritirato nel concorso “Invito alla lettura” dove si erano classificati al secondo posto.
L’assegno dello scorso 21 maggio servirà a costituire un fondo per la piccola Puja che, così, potrà continuare gli studi nella sua terra disastrata attraverso l’associazione “Ecohimal“: « Durante la premiazione – ha commentato emozionata la docente Mimmo – ho visto nei loro occhi qualcosa, ho capito che quel giorno si erano resi conto di aver fatto qualcosa di davvero importante. Non solo hanno fatto storia sul campo, consapevoli che trascrivere centinaia e centinaia di nomi di caduti non è un lavoro compilativo, ma di conservazione della memoria di tanti uomini e donne che hanno dato la loro vita perché noi potessimo vivere liberi. Ma, in qualche modo, ne hanno seguito l’esempio, nel loro piccolo: anche loro hanno dato qualcosa, la loro fatica, il loro tempo libero, per migliorare la vita di qualcun altro: una piccola vita, nel caso di Puja. E non c’è per me soddisfazione più grande di questa: ho da sempre la convinzione che, opportunamente stimolati e guidati alla riflessione, i ragazzi rispondono in maniera profonda, sfatando il luogo comune di essere superficiali ed egoisti».
Grande commozione anche tra i ragazzi: « Siamo partiti incoscienti di dove saremmo arrivati – ha scritto una studentessa alla docente – ma il fatto di lavorare insieme e di ottenere qualcosa per noi significa molto, è una grande soddisfazione: anche se forse non lo diamo a vedere, il solo immaginare che grazie al nostro sforzo una bambina potrà avere la fortuna di andare a scuola ci riempie il cuore di grande gioia. Questo concorso mi ha insegnato che siamo noi a dover combattere per garantirci un futuro e per garantirlo a chi verrà dopo di noi. Mi creda, prof. non poteva esserci soddisfazione più grande. E siamo già pronti per l’anno prossimo ad affrontare nuovi concorsi o qualunque altra idea lei ci proponga».
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