Truffa dei rifugiati, cambia il giudice e la giustizia rallenta
Oggi le parti si sono accordate per un ennesimo rinvio, al 22 giugno, perché il gup oggi in aula, la dottoressa Imarisio, avrà un’applicazione di solo 3 mesi
A 4 anni suonati dalle perquisizioni che colpirono i responsabili e gli operatori delle cooperative cattoliche Querce di mamre e Ozanam, che gestivano le case alloggio dei rifiutai africani, la macchina della giustizia segna ancora una battuta di arresto. Le sette persone accusate di vari reati in rodine all’utilizzo scorretto delle leggi sul lavoro degli immigrati e il mancato pagamento di emolumenti allo stato, sono ancora davanti al giudice dell’udienza preliminare e ci resteranno ancora per molto tempo. Oggi le parti si sono accordate per un ennesimo rinvio, al 22 giugno, perché il giudice oggi in aula, la dottoressa Imarisio, avrà un’applicazione all’ufficio gip di solo 3 mesi, e dunque non farebbe a tempo a concludere l’udienza, che si annuncia lunga, per la presenza di molti avvocati difensori, e di fascicoli molto corposi, cifre, eccezioni, memorie difensive e quant’altro. Così si attende il ritorno del giudice naturale dell’udienza ovvero il gup Giuseppe Battarino, in questo momento in momentanea applicazione al tribunale di Paola, in Calabria.
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