Nuova tassa sui rifiuti, il grido d’allarme delle imprese
Da quest'anno le vecchie Tarsu e Tia scompariranno per lasciare posto alla Tares, Confartigianato ha predisposto un modello di applicazione che tiene conto del tessuto produttivo
All’orizzonte della tassazione degli enti locali si comincia ad intravedere la nuova, amara, novità che riguarda la copertura dei costi per la gestione dei rifiuti. Da quest’anno le vecchie Tarsu e Tia scompariranno per lasciare posto alla Tares, la tariffa che interessa chiunque possieda o detenga locali suscettibili di produrre rifiuti.
Di cosa si tratta in soldoni? Per molti le novità più importante saranno gli aumenti: la Tares, infatti, dovrà coprire il 100% del costo del servizio sostenuto dai comuni, che oggi si ferma in media al 79% con picchi massimi che toccano il 91%. A questo si aggiunge il fatto che la Tares dovrà finanziare anche i “servizi indivisibili” forniti dall’ente locale come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale, le aree verdi.
A risentirne saranno naturalmente i cittadini ma non meno le imprese. Ed è proprio dal mondo della produzione che si alza adesso un grido di allarme e un lavoro preparatorio che Confartigianato imprese ha messo a disposizione degli enti locali.
Lo hanno spiegato i dirigenti di Confartigianato Varese Mauro Colombo e Lorenzo Mezzalira insieme al tecnico della tassazione locale di Confartigianato Davide Baldi, spiegando di aver elaborato un modello di applicazione della Tares che può far aderire, per quanto possibile, le esigenze delle piccole e medie imprese alle disposizioni di legge che determinano la nuova tassa.
Il nocciolo della questione riguarda da un lato l’applicazione della nuova Tares, che ha dei
parametri imposti dallo stato entro i quali le amministrazioni comunali hanno un certo margine decisionale a seconda delle esigenze, mentre dall’altro lato ci sono le esigenze del mondo produttivo vessato da una delle più alte imposizioni fiscali esistenti.
«Le tasse sono uno strumento corretto al servizio della collettività – spiega il Dg di Confartigianato Colombo – ma nel nostro paese e nella nostra provincia hanno raggiunto un livello che è diventato insostenibile per le imprese. Un livello che grava tutto sulla possibilità di fare investimenti, innovare e creare posti di lavoro e che comincia a precludere la possibilità di fare impresa: il livello di mortalità delle imprese è diventato impressionante».
Per questo, di fronte all’arrivo della nuova Tares, Confartigianato si è attrezzata con un lavoro preparatorio: «abbiamo predisposto un "regolamento tipo" da applicare negli enti locali – spiega Davide Baldi di Confartigianato – , un regolamento che consideriamo equilibrato e responsabile nei rapporti tra la pubblica amministrazione e il tessuto imprenditoriale».
La proposta dell’associazione è quella di un regolamento diffuso e condiviso che da un lato mantenga bassi i parametri scelti dalle amministrazioni comunali e dall’altro imponga una assoluta trasparenza nei costi sostenuti che graveranno sulla Tares.
«La nostra proposta è quella di istituire un’"Agenzia delle uscite" per monitorare come i soldi raccolti attraverso il gettito fiscale sono utilizzati dalla pubblica amministrazione. Analizzando voce per voce sarà possibile determinare la reale necessità dei costi che gravano sulla tassa e mettere in concorrenza le varie amministrazioni».
Un trasparenza in funzione concorrenziale e di controllo: «a volte le tariffe possono variare del 30% in comuni che sono limitrofi – spiega Lorenzo Mezzalira, vicepresidente di Confartigianato -, se ci fosse trasparenza nei costi che determinano queste variazioni le tasse si potrebbero mettere in concorrenza a favore di cittadini e imprese. Del resto noi viviamo in una zona dove si paga il 30% in più di tasse rispetto alla Svizzera che si trova qui a pochi chilometri, se non introduciamo dei correttivi il tessuto imprenditoriale del nostro territorio verrà massacrato per sempre».
Lunedì 18 febbraio l’associazione invierà questo modello di applicazione della Tares alle amministrazioni comunali e si dichiara parta alla discussione e all’accompagnamento della sua applicazione.
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