Quel art lover incallito di James

Alla Duet Art una mostra presenta le opere della sua collezione privata newyorchese

Da Sabato 22 Giugno, presso la galleria DuetArt di Varese, saranno esposti oltre venti lavori di artisti americani provenienti da una collezione privata newyorkese. La raccolta, che include lavori di pittura e fotografia, parte dagli inizi degli anni ’80 ad oggi. 

«Conobbi James penso nella Primavera del 1983 – spiega Pasquale Leccese – in uno dei miei primi viaggi a New York, era un pomeriggio di sole a Soho – il quartiere delle gallerie di quel tempo – e seduti sui gradini d’ingresso di quel santuario che era 420 West Broadway, sede delle prestigiose gallerie Sonnabend e Leo Castelli, guardavamo i programmi delle gallerie e le loro aperture e commentavamo le mostre viste. Solo in quell’area ce ne saranno state più di un centinaio solo di Arte Contemporanea. Parlavamo italiano.. quando un ragazzo ci si siede vicino e ci chiede in inglese se fossimo italiani.. poi ci dice che suo nonno era italiano e se conoscessimo il paese Francica. Noi un po’ imbarazzati ci guardiamo e diciamo francamente di no.. e lui, che non era mai stato in Italia se non a Roma da piccolo, cerca di spiegarci le sue origini.. non parlando una sola parola di italiano.. alla fine dopo vari tentativi geografico/culturali deduciamo che Francica _ un paesino della Calabria..e che il nonno di James era calabrese .. arrivato a New York nel 1924 e che ora, dopo avere avuto una pasticceria nel Lower East Side, _ un tranquillo pensionato che si gode la sua villettina nel New Jersey.A quel punto James ci racconta il perchè fosse li sotto all’ingresso delle gallerie.. aspettava l’apertura della mostra di Julian Shnabel nella galleria di fronte alla galleria Mary Boone e che aveva con se un catalogo e voleva farselo firmare. James era un art lover incallito.. la sua passione era nata in college , dopo aver seguito le lezioni di Robert Longo, un grande artista e regista e musicista di quel periodo appena aveva un attimo di tempo libero correva a Soho a vedere le novità del momento nelle gallerie e non perdeva un opening..ci scambiammo gli indirizzi e dopo qualche tempo seppi che James aveva finito il suo internship in uno studio di avvocati uptown e si era messo in proprio, aveva anche iniziato a collezionare ..non più cataloghi e inviti firmati.. ma vere e proprie opere.. dalle litografie alla fotografie che allora avevano un mercato ragionevole e basso a dei piccoli pezzi unici che riusciva a comprare a rate dalle gallerie.. con i galleristi James instaurava un rapporto di fiducia e amicizia e non potendosi permettere grossi investimenti riusciva sempre ad ottenere delle dilazioni incredibili, non mi sorprenderebbe se ancora stia pagando qualcosa preso allora, pian piano la gente andava da lui a chiedere consiglio su cosa vedere e su cosa comprare e lui ne andava orgoglioso di questa nuova veste di ..talent scout..con lui visitammo un giovane artista che per vivere faceva il grafico per delle riviste tipo The World of Interior.. ricordo ci presentammo davanti all’indirizzo 303 South Park Avenue.. suonare R.P. Quell’ R.P. stava per Richard Prince il giovane artista che andammo a visitare in quel monolocale/studio pieno di foto , riviste e libri da non potersi girare, quel Richard Prince sarebbe diventato uno degli artisti più importanti dell’arte americana di questo secolo! Il New York Times diede la copertina del supplemento a Jean Michel Basquiat..la sua foto su quel giornale fu un segnale che qualcosa stava cambiando.. l’arte diventa più accessibile al pubblico, le gallerie si riempiono di visitatori, un giovane di origini haitiane e graffitista sulla copertina del magazine più letto d’America!».

It’s no fair
duet gallery
vicolo santa chiara 4 / via griffi 3 / 21100 varese
tel. +39 0332 231003
www.duetart.com
Inaugurazione 22 giugno ore 1
22 giugno – 30 luglio 2013
a cura di Pasquale Leccese

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di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 21 Giugno 2013
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